Parodontite Studio dentistico a Catania Palmeri

Parodontite: il nostro cuore è a rischio?

Può un’infezione gengivale mettere a rischio la salute del nostro cuore?

La salute del nostro cuore passa anche attraverso dei denti sani e il prenderci cura della nostra bocca.

Diversi studi epidemiologici e una recente revisione della letteratura eseguita dall’American Heart Association e approvata dall’American Dental Association hanno evidenziato una correlazione tra differenti malattie croniche infiammatorie, tra cui la parodontite, e gravità e incidenza di malattie cardiovascolari, indipendentemente dai fattori di rischio stabiliti.

Le malattie cardiovascolari (CVD: Cardio-Vascular Diseases) rappresentano la prima causa di morte a livello globale.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si stima che entro il 2030 il numero di decessi dovuti alle malattie cardiovascolari raggiungerà i 23,3 milioni.

La prevenzione e il trattamento precoce della parodontite potrebbero avere un ruolo importante nel migliorare la salute cardiovascolare.

Quali potrebbero essere alcuni meccanismi alla base di questa associazione tra parodontiti e malattie del cuore?

In occasione del Workshop internazionale di Parodontologia tenutosi a Segovia, in Spagna, nel novembre 2012, ne sono stati elencati diversi, tra cui:

  • batteriemia, ovvero lo spandersi di batteri parodontopatogeni dal cavo orale al flusso sanguigno;
  • la presenza di una grande produzione locale di mediatori dell’infiammazione nella tasca parodontale che entrerebbero poi nel flusso sanguigno;
  • la stimolazione di una risposta autoimmunitaria dovuta al mimetismo molecolare;
  • l’induzione di uno stato protrombotico;
  • l’induzione di una dislipidemia;
  • l’associazione di uno o più dei precedenti meccanismi.

Entrando nello specifico:

Batteriemia

La batteriemia è stata rilevata dopo attività dentarie quotidiane come lo spazzolamento dei denti e l’uso di filo interdentale.

Mediatori dell’infiammazione

È stato dimostrato che i fattori di virulenza dei batteri insieme a dei loro componenti strutturali quali il lipopolisaccaride, inducono i fibroblasti gengivali a produrre mediatori pro-infiammatori.

Tali mediatori, possono essere disseminati in una fase successiva nel flusso sanguigno determinando una reazione caratterizzata dalla produzione di proteine come il fibrinogeno.

Livelli elevati di molti di questi mediatori sono stati statisticamente associati con un aumentato rischio cardiovascolare. I ricercatori, tenendo in considerazione che le malattie cardiovascolari e parodontite condividono alcuni fattori di rischio come il fumo, hanno cercato di tenerne conto per effettuare ulteriori analisi mirate a studiare queste associazioni.

Risposta autoimmunitaria indotta da mimetismo molecolare

Un’altra associazione potrebbe essere quella relativa alla stimolazione di una risposta autoimmunitaria a causa dell’elevata somiglianza (mimetismo molecolare) tra peptidi antigeni di origine batterica e proteine umane, come le proteine HSP (Heat Shock Proteins), che vengono prodotte nei tessuti sotto stress –  che può essere dovuto a un processo infiammatorio.

Stato protrombotico

Un valore elevato di fibrinogeno è indicatore d’infiammazione e come tale comporta un aumento della viscosità del sangue e dello sforzo di taglio, che promuovono a loro volta l’attivazione delle cellule endoteliali e la coagulazione del sangue.

Induzione di dislipidemia

Studi clinici evidenziano che i pazienti con parodontite possono presentare elevati livelli di colesterolo nonché di LDL, vLDL, IDL, trigliceridi (TG), accompagnati da una riduzione dei livelli di HDL12. Ne consegue che il profilo lipidico di tali pazienti si presenti ad alto rischio di colesterolemia.

Alla luce di questi studi, i pazienti affetti da parodontite dovrebbero essere resi consapevoli di questa possibile associazione ma senza degli allarmismi ingiustificati.

Una cooperazione interdisciplinare tra cardiologi, internisti e odontoiatri potrebbe favorire una descrizione più precisa dello status infiammatorio in pazienti con CVD e parodontite.